report

5G: accettazione o partecipazione?

Pubblicato in Social Acceptance da

AA

L’accettazione sociale rappresenta un fattore essenziale per lo sviluppo, l’implementazione e la comprensione della tecnologia 5G. Data la sua portata rivoluzionaria, il 5G continua a sollevare controversie, soprattutto per quanto riguarda l’impatto sulla salute.

Sulla base delle ricerche e del modello Close-The-Loop descritto nell’articolo pubblicato su ERCIM NEWS, CEL si propone di indagare il problema dell’accettazione sociale delle tecnologie dirompenti come un punto cruciale delle ricerche e delle analisi da intraprendere. La ricerca è in continua evoluzione, e procederà attraverso la definizione di quadri di riferimento e criteri di interpretazione su questo tema delicato, nell’ambito del progetto 5G SOLUTIONS.

Tra le più interessanti peculiarità del 5G va sicuramente menzionata la minore latenza della rete, vale a dire il tempo che intercorre nella trasmissione dei dati. L’aumento della velocità di download e upload e le connessioni dati più stabili permettono il cosiddetto IoT, “Internet of Things” (Internet delle cose), destinato a diventare pervasivo nella vita quotidiana. Grazie al 5G, va a scomparire l’idea di una serie di dispositivi collegati ad un’unica rete ed emerge invece il concetto di un mondo di dispositivi interconnessi tra di loro. In sintesi, ecco alcuni degli ambiti della vita quotidiana nei quali la bassa latenza ha maggiore impatto:

  • Intrattenimento (streaming più fluido in 8K, e videogiochi più sofisticati e reattivi dal graficamente
  • Sicurezza pubblica
  • Medicina (telechirurgia e ambulanze connesse)
  • Trasporti (auto a guida autonoma)

Dall’altro lato, i risultati dei trend di ricerche mostrano che la popolazione nutre paure e timori nei confronti della tecnologia 5G; le persone si domandano 1. se esista il rischio di essere sovrastati da onde millimetriche più rischiose per la salute 2. se la quantità moltiplicata di antenne necessarie avrà un impatto negativo sulla salute. Per offrire una prima risposta, si possono indicare i seguenti dati:

  1. Secondo il regolatore italiano AGCOM, le frequenze 5G sono disponibili nelle bande di frequenze di 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26,5-27,5 GHz. Le elevate velocità di trasmissione sono permesse proprio da queste alte frequenze. Il 5G si propaga attraverso onde elettromagnetiche con una lunghezza d’onda di pochi millimetri; tuttavia, esse non possiedono sufficiente capacità di penetrazione nei tessuti (come la pelle).
  2. Per consentire la stabilità del segnale, saranno necessarie più antenne, e più vicine fra loro. Ma tali antenne hanno dimensioni ridotte, molto diverse da quelle attualmente utilizzate per le comunicazioni (e verranno collocate in punti come palazzi, lampioni, ecc.) e le potenze utilizzate saranno più basse, non incidendo negativamente nello spettro elettromagnetico.

Ma se la scienza che sta dietro alle antenne e alle frequenze sfata ogni preoccupazione, perché c’è una così grande resistenza a questa innovazione? Per rispondere, è utile approfondire alcuni dei modelli più noti di accettazione sociale delle tecnologie.

Tra i più noti strumenti di misurazione dell’accettazione sociale delle tecnologie bisogna menzionare il modello TAM (Technology Acceptance Model) di Fred Davis; questo modello nacque alla fine degli anni 80, quando emerse il problema dell’uso dei computer da parte degli impiegati delle aziende.

Dalle analisi proposte da Davis si evince che il successo dell’utilizzo e dell’adozione di alcuni strumenti era proporzionale alla capacità di progettare applicazioni che gli utenti fossero motivati ad usare. Davis intendeva quindi sfruttare e ipotizzare un modello capace di predire la possibilità dell’adozione di una tecnologia attraverso l’analisi di due variabili: la prima è l’utilità percepita, che identifica quanto si immagina che l’utilizzo della data tecnologia migliorerà la propria attività lavorativa; la seconda è la facilità d’uso percepita, vale a dire la percezione della maggiore o minore difficoltà nell’utilizzo della tecnologia in questione. Questi due fattori influenzano a suo avviso la “behavioral intention”; se questa è positiva, l’adozione della nuova tecnologia sarà efficace.
A costituire il fondamento di tale modello, è certamente la teoria dell’azione ragionata di Fishbein e Ajzen, del 1975, la quale porta in auge il principio che il comportamento sia deciso dall’intenzione che il soggetto possiede; l’intenzione determinata, a sua volta, da norme soggettive e dall’atteggiamento verso il comportamento. Tali norme sono influenzate dalla rappresentazione di quanto mettere in atto un certo comportamento sia ritenuto accettabile da altre persone significative per il soggetto e dalla motivazione che costui ha nel supportare questa accettabilità, nel farsi egli stesso accettare; l’atteggiamento è invece determinato dalle credenze e dalle valutazioni circa gli esiti del comportamento.

Un altro elemento da considerare è quello della percezione di autoefficacia, che si configura come la fiducia da parte del soggetto — rispetto alle proprie capacità — di portare a termine con successo un certo compito. Naturalmente può variare a seconda del compito o delle precedenti esperienze. Sempre più frequentemente si distingue tra autoefficacia generale (percezione globale di efficacia nella risoluzione di compiti) ed autoefficacia specifica, legata cioè a specifici compiti[1].

Accettazione o partecipazione?

Di fronte alle obiezioni da parte dei consumatori o degli stakeholder in relazione ad una innovazione, ci si si trova ad affrontare un problema di accettazione sociale, che per definizione coinvolge la sfera emotiva, psicologica, antropologica, ecc. L’accettazione sociale si muove sul piano dell’oggetto stesso di cui si parla, ma soprattutto della visione che si propone, delle motivazioni che porta a favore dell’adozione dell’innovazione stessa. Per questo la motivazione è un elemento chiave: soprattutto la capacità di rendere quella motivazione comune, partecipata.Per capire questo, bisogna indagare come avviene il processo decisionale: le decisioni che prendiamo sono razionali o emotive? Contrariamente a quanto si pensi, il processo decisionale è di rado razionale. Ciò non significa che le nostre decisioni siano necessariamente istintive. Nasce qui la prospettiva di una emotività legata ai beni simbolici, alle rappresentazioni, alle passioni.

Per questo l’aspetto della partecipazione è così fondamentale. Quanto più un prodotto, un servizio, una novità appare sì interessante per la sua portata creativa, ma anche capace di intercettare aspetti profondi dell’essere umano, tanto più tale novità sarà discussa, messa a tema, percepita, sentita, e forse condivisa; contemporaneamente, bisogna preparare un futuro in continuo cambiamento, lavorando sulla comunicazione, sulla percezione, sulla diffusione della consapevolezza e sulla trasparenza, prevedendo e mitigando i rischi e le paure. Da uno studio di Chen e Chang del 2012[2] emerge che il rischio potenziale per gli utenti dovrebbe essere considerato uno dei più importanti presupposti negativi nella previsione del valore percepito delle tecnologie e dei servizi energetici.

I dati e le intuizioni indicano che l’accettazione sociale delle tecnologie è un problema strettamente legato ad un’esperienza partecipativa di scelte, di utilizzo e conoscenza comune degli strumenti, e alla chiarezza sul loro scopo e valore, che può essere determinante per il successo di nuove tecnologie come il 5G. Continueremo a esplorare questi aspetti in ulteriori ricerche sul tema.


[1] Bandura A. (1997), Self-Efficacy: The Exercise of Control, W.H. Freeman, New York, NY, USA
[2] Chen, Y. and Chang, C. (2012), Enhance Green Purchase Intentions: The Roles of Green Perceived Value, Green Perceived Risk, and Green Trust, Management Decision, Vol. 50 No. 3, pp. 502-520.
Scopri di più su questo argomento.
Ulteriori dettagli sul progetto 5G SOLUTIONS sono disponibili qui.


Il progetto 5G SOLUTIONS è finanziato dall’Unione Europea, attraverso il programma Horizon 2020 ricerca e innovazione con Grant Agreement n. 85669

Servizi coinvolti

Analisi dell'accettabilità sociale delle tecnologie
Le tecnologie interconnesse e dirompenti permeano tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana e pongono continue sfide per individuare i veri presupposti dei diritti umani, come il diritto alla privacy o alla libertà di parola. Si potrebbe dire che valori umani come la fiducia, la responsabilità e la dignità sono reciprocamente influenzati dall'accettazione sociale delle tecnologie. Abbiamo l’obiettivo di aiutare i nostri clienti a concepire un nuovo modo per allineare i concetti così divergenti di sostenibilità, impatto etico e innovazione tecnologica. Combinando questi tre fattori, facciamo fronte alla necessità di un ecosistema di innovazione socialmente responsabile mediante lo sviluppo di una metodologia su misura per valutare l'accettazione sociale delle tecnologie da parte degli utenti/cittadini. Si tratta di una questione fondamentale per l'adozione delle tecnologie sul mercato. Il nostro quadro di accettazione sociale comprende sei dimensioni fondamentali sulle quali l'accettabilità sociale (cioè percezione, motivazione, fiducia, consapevolezza, capacità abilitante e responsabilità) viene misurata e valutata attraverso un approccio in due fasi basato su una Sentiment Analysis (SA) online – per creare una conoscenza strutturata e attivabile dal web – e il coinvolgimento degli stakeholder dei nostri clienti (ad esempio, gruppi di destinatari significativi, associazioni di cittadini, aziende del settore, responsabili delle decisioni, ecc.) per la co-creazione e la comunicazione della tecnologia in relazione alla sua accettazione sociale.